Quando decidi di costruire, una delle prime scelte è anche una delle meno spiegate: a chi affidi il lavoro, e in quanti pezzi.
Le strade sono tre. Nessuna è quella giusta in assoluto — dipende soprattutto da una cosa: quanto tempo hai da metterci tu.
Chiavi in mano: cosa vuol dire davvero
Affidi tutto a un’impresa sola. Lei coordina, acquista, esegue e ti consegna l’edificio finito.
Quando conviene: se hai un’azienda da mandare avanti e non puoi passare le giornate in cantiere. Hai un interlocutore solo, e quando qualcosa non va sai a chi telefonare.
Cosa devi controllare: che il prezzo comprenda davvero tutto. Il chiavi in mano ha senso solo se «tutto» è scritto da qualche parte, voce per voce. Altrimenti è un chiavi in mano fino a dove arriva il preventivo, e il resto è extra.
Appalti separati: il fai da te del committente
Affidi ogni pezzo a un’impresa diversa: uno fa gli scavi, uno la struttura, uno gli impianti, uno le finiture. Il coordinamento lo fai tu, o un tecnico per te.
Quando conviene: se hai tempo, competenza e qualcuno in azienda che può seguire il cantiere. Sulla carta risparmi il margine di chi coordina.
Cosa devi controllare: gli spazi fra un appalto e l’altro. È lì che nascono i problemi, e sono sempre gli stessi.
Il pavimento crepa: è colpa di chi ha fatto il pavimento o di chi ha fatto il sottofondo? Il muro è umido: è l’impermeabilizzazione o la posa? Ognuno indica l’altro, e tu sei in mezzo con un problema che nessuno si prende.
C’è anche una cosa che si sottovaluta sempre: i tempi morti. Se l’impresa delle strutture finisce con due settimane di ritardo, quella degli impianti nel frattempo è andata su un altro cantiere e torna quando può.
La via di mezzo: alcune opere a te, alcune all’impresa
Affidi a un’impresa il grosso del lavoro — quello che tiene su l’edificio — e ti tieni fuori alcune parti che vuoi gestire direttamente.
Capita spesso, ed è una strada legittima. Magari hai già un elettricista di fiducia, o un fornitore per gli impianti di produzione che conosce le tue macchine meglio di chiunque altro.
Quando conviene: quando hai una o due lavorazioni su cui hai già un rapporto solido, e il resto lo vuoi in mano a uno solo.
Cosa devi controllare: che sia scritto nero su bianco dove finisce il lavoro di uno e comincia quello dell’altro. E soprattutto chi aspetta chi: se il tuo elettricista arriva quando l’impresa ha già chiuso le tracce, quel lavoro si rifà.
Noi le facciamo tutte e tre
Lo dico perché di solito chi scrive questi articoli sta spingendo verso una delle tre.
Il chiavi in mano è la forma più completa di quello che sappiamo fare, ma non è l’unica: prendiamo anche categorie di opere e parti di appalto frammentato. Uno dei cantieri che raccontiamo sul sito è esattamente così — la struttura c’era già, e noi abbiamo fatto tutto il resto.
Quello che mettiamo comunque, in tutte e tre, è il nostro contributo prima: leggere le carte, dire quello che manca, segnalare i punti dove nascono i costi che non si vedono.
La domanda che ti fa scegliere fra le tre
Non è «quale costa meno». Sulla carta il fai da te costa meno quasi sempre, ed è per questo che tanti lo scelgono.
La domanda vera è: chi si prende il problema quando qualcosa non torna?
Nel chiavi in mano è chiaro: uno solo. Negli appalti separati sei tu, che devi capire di chi è la colpa e farlo sistemare. Nella via di mezzo dipende da come è scritto il contratto.
Rispondi onestamente a quella domanda — quanto tempo hai, quanto ti va di stare in mezzo — e la strada la trovi da solo.
In due righe: chiavi in mano, appalti separati o via di mezzo
Le tre strade non si scelgono in base al prezzo, perché sulla carta il fai da te costa quasi sempre meno. Si scelgono in base a quanto tempo hai e a chi si prende il problema quando qualcosa non torna: se quella risposta non è chiara prima di firmare, non lo sarà nemmeno in cantiere.
Se vuoi ragionarci sopra con qualcuno che le ha viste tutte e tre, scrivimi due righe con quello che devi costruire. Ti dico cosa ne penso, anche se poi non lavoriamo insieme.
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Raccontami cosa devi costruire
Mandami due righe, o il disegno se ce l’hai. Ti dico cosa ne penso. Se serve un preventivo vero lo facciamo. Se non siamo l’impresa giusta per te, te lo dico.