Quanto costa costruire

Gli imprevisti di cantiere: quali si possono prevedere davvero

Quasi tutto quello che chiamiamo imprevisto era prevedibile. I tre gruppi in cui si dividono, e cosa si fa per ciascuno.

Marco Chiorboli · · 4 min di lettura

FL Medical, Torreglia (PD) — macerie

«Ma gli imprevisti non si possono prevedere, per definizione.» Me lo sento dire spesso, ed è vero solo per una parte di quello che chiamiamo imprevisto.

La maggior parte delle cose che in cantiere fanno salire il conto non sono imprevedibili: sono solo non previste. È una differenza che vale molti soldi.

Faccio computi metrici da più di trent’anni e ne ho fatti oltre cinquemila. Ho imparato a dividere quello che salta fuori in tre gruppi, e per ognuno la risposta è diversa.

Gli imprevisti che mancavano già nel progetto (primo gruppo)

È di gran lunga il gruppo più numeroso, e non è un imprevisto: è una voce che nessuno poteva mettere perché il dato non c’era.

Senza analisi chimiche del terreno nessuno sa se lo scavo produrrà terra da portare in discarica speciale. Senza piano quotato nessuno sa quanto terreno si muove davvero — pensavi dieci centimetri, ne servono cinquanta. Senza progetto degli impianti nessuno sa dove passano le linee e quanti cavedi servono.

Queste cose non arrivano a sorpresa: arrivano puntuali, perché erano già lì. Sono l’incasso rimandato di un progetto incompleto.

La risposta è una sola: completare il progetto prima di chiedere i preventivi. Quelle verifiche costano poco quando le fai prima e moltissimo quando le scopri dopo.

Gli imprevisti che nascono dai cambi in corsa (secondo gruppo)

Il secondo gruppo sono le varianti, e sono legittime: mentre il capannone cresce, il committente lo vede per la prima volta in tre dimensioni e capisce cose che sulla carta non aveva visto. Una porta spostata, un ufficio in più, una presa dove serve davvero.

Il problema non è la variante: è quando la si conta. Se una modifica si concorda a voce e si quantifica alla fine, il conto finale arriva tutto insieme e sembra un tradimento.

La risposta: ogni variante ha un prezzo prima di essere eseguita, anche se sono due righe via mail. Non è burocrazia, è il modo di arrivare in fondo senza discussioni. E funziona in tutte e due le direzioni: capita anche di togliere lavorazioni, e allora il conto scende.

Gli imprevisti che davvero non si possono sapere (terzo gruppo)

Poi c’è il gruppo piccolo, ma vero: la cisterna interrata che nessuna carta riportava, i reperti archeologici che fermano tutto, un inverno lungo il doppio del solito, un fornitore che salta.

Qui non esiste una previsione. Esiste un modo di starci dentro, e sono due cose.

La prima è dichiararlo prima. Nel preventivo si scrive cosa è compreso e cosa no, e si dice esplicitamente: se salta fuori questo, il costo si aggiunge. Chi legge sa cosa può succedere, e quando succede non è un litigio.

La seconda è tenerne conto nel proprio conto, senza gonfiare le voci. Un margine per gli imprevisti è una riga onesta; nasconderlo dentro i prezzi unitari è il modo per non essere confrontabili con nessuno.

Perché l’impresa più cara a volte è la più economica

Quando confronti tre preventivi, la differenza spesso non sta nei prezzi: sta in quanto del primo gruppo ciascuno ha messo dentro.

Chi ha messo la voce degli smaltimenti, del piazzale, dello spostamento delle linee e delle prove sui materiali sembra il più caro. Chi non le ha messe sembra il più conveniente — finché il cantiere non apre. Poi le due cifre si riavvicinano, ma tu hai già firmato con uno dei due.

Non sto dicendo che chi fa il preventivo corto sia in malafede. Spesso è solo il mercato: se il committente sceglie il numero più basso, chi mette dentro tutto perde. E dopo un po’ impara.

La checklist delle voci che spariscono

Due facciate: gli undici documenti da avere prima di chiedere i preventivi e le ventuno voci che mancano più spesso, ordinate come si costruisce. È il primo gruppo di questo articolo, in forma di elenco da spuntare.

Dimmi dove mandartela e te la mando subito.

In due righe: quali imprevisti di cantiere si possono prevedere

Quasi tutto quello che chiamiamo imprevisto era prevedibile: mancava il dato a monte, oppure è una variante che nessuno ha quantificato quando è stata decisa. Resta un terzo gruppo di cose davvero imprevedibili, e per quelle l’unica difesa è che siano dichiarate prima — un preventivo che non nomina mai gli imprevisti non è un preventivo senza rischi, è un preventivo che quel rischio lo ha lasciato a te.

Hai un preventivo e vuoi capire cosa manca?

Mandamelo, ci do un’occhiata e ti dico cosa ne penso — anche se poi non lavoriamo insieme.