Come affidare i lavori

Come si sceglie l’impresa, quando i preventivi si somigliano tutti

Le certificazioni non distinguono. Quattro domande sì: chi viene in cantiere, cosa avete già fatto di simile, come avete gestito l'ultima sorpresa, cosa non torna nel mio progetto.

Marco Chiorboli · · 4 min di lettura

Scelta impresa costruzioni capannoni prefabbricati

Hai tre preventivi. I numeri sono vicini, le imprese dicono tutte le stesse cose, i siti si somigliano. E adesso devi scegliere.

Ti dico subito una cosa che forse non ti aspetti: le certificazioni non ti aiuteranno molto. La ISO 9001 dice che l’azienda ha scritto le proprie procedure, non che le rispetta in cantiere. Sono utili, ma non distinguono.

Quello che distingue si scopre con quattro domande. E siccome un’impresa la ho anch’io, ti avviso in partenza: sono domande che favoriscono chi lavora come lavoriamo noi. Guardale con questo sospetto, e tienile solo se ti convincono nel merito.

Chi verrà davvero in cantiere? (prima domanda all’impresa)

È la domanda che cambia di più le risposte, ed è quella che quasi nessuno fa.

Ci sono imprese che hanno maestranze proprie, gru e mezzi propri, e comprano direttamente i materiali. Ce ne sono altre che prendono il lavoro e lo affidano interamente ad altri, tenendosi la differenza. Nessuna delle due è illegale, ma il tuo cantiere andrà in modo molto diverso.

Non esiste un’impresa che faccia tutto da sola: gli impianti elettrici li fa un elettricista, il fotovoltaico lo fa uno specialista, e va bene così. La differenza sta in chi dirige e chi fornisce. Se l’impresa compra il materiale, decide i tempi e ha un proprio tecnico che sta in cantiere, quando qualcosa va storto c’è una persona sola che risponde. Se invece ogni pezzo è di qualcun altro, quando il pavimento crepa comincia il rimpallo: è colpa del pavimento o del massetto? Del massetto o del terreno?

Chiedi: i vostri operai sono dipendenti vostri? La gru è vostra? Il calcestruzzo lo comprate voi? Le risposte arrivano in trenta secondi e ti dicono con chi hai a che fare.

Avete già costruito un capannone come il mio? (seconda domanda)

Non «avete esperienza», che risponderanno tutti di sì. Proprio: una cosa come la mia.

Un capannone per la logistica, uno per il settore alimentare e uno per il medicale si somigliano da fuori e non hanno quasi niente in comune dentro. L’alimentare ha vincoli di lavabilità e di pendenze; il medicale ha requisiti sulle superfici e sui ricambi d’aria; un capannone con carroponte ha bisogno di fondazioni e altezze pensate per quello fin dall’inizio — undici metri sotto trave non si aggiungono dopo.

Chiedi due o tre cantieri simili e vai a vederli. Non la fotografia sul sito: il capannone vero, possibilmente parlando cinque minuti con chi ci lavora dentro. Un’impresa che ha lavorato bene te lo fa vedere volentieri, perché quella visita è il suo miglior venditore.

Cosa succede se in cantiere salta fuori una sorpresa? (terza domanda)

Le sorprese arrivano, in edilizia. Il terreno non è quello che diceva la relazione, spunta un vecchio serbatoio interrato, l’ente chiede una prescrizione che non c’era.

La domanda non è «capitano?», perché capitano a tutti. La domanda è: come le avete gestite l’ultima volta? Fatti raccontare un caso concreto, con nome del cantiere e come è finita. Chi ha lavorato onestamente ha una storia da raccontare, comprese le volte in cui ci ha rimesso. Chi non ce l’ha, o non ha esperienza, o preferisce non parlarne.

E guarda come è scritta la voce degli imprevisti nel preventivo. Se non c’è per niente, non significa che non ci saranno: significa che li pagherai a parte.

Mi dite quello che non torna nel mio progetto? (quarta domanda)

Questa è quella a cui tengo di più.

Manda il progetto a tre imprese. Una ti manderà un prezzo. Un’altra ti manderà un prezzo con qualche osservazione. La terza ti chiamerà per dirti che secondo lei sul lato nord conviene fare diversamente, e che nel computo manca il piano quotato.

Quella terza ti sta già lavorando gratis, e ti sta mostrando come ragiona. Il momento in cui un’impresa ti dà qualcosa prima di avere il lavoro è il momento in cui capisci se guarda il tuo problema o solo il tuo ordine.

Attenzione a non confondere questo con la critica al progettista, che è un’altra cosa e non serve a niente. Un’osservazione utile suona così: «qui manca questo dato, se ce lo fate avere il prezzo diventa sicuro». Non: «chi ha fatto questo progetto ha sbagliato».

E il prezzo dell’impresa, quanto conta?

Il prezzo conta, ovvio. Ma confrontarlo ha senso solo se i tre preventivi contengono le stesse cose, e quasi mai è così.

Il modo per renderli confrontabili esiste ed è a monte: fai preparare tu il computo dal tuo tecnico, e mandalo uguale a tutti. A quel punto stai confrontando prezzi, non elenchi diversi. È più lavoro all’inizio e ti risparmia i mesi peggiori dopo.

In due righe: come si sceglie l’impresa che costruirà il capannone

Le certificazioni e le brochure non distinguono un’impresa dall’altra: distinguono quattro domande — chi viene in cantiere, cosa avete già fatto di simile, come avete gestito l’ultima sorpresa, e cosa non torna nel mio progetto. La quarta è quella che vale di più, perché la risposta te la danno prima di avere il lavoro.

Raccontami cosa devi costruire

Mandami due righe, o il disegno se ce l’hai. Ti dico cosa ne penso — e se non siamo l’impresa giusta per te, te lo dico.