Nel preventivo che stai guardando, cerca la voce del piazzale. Se non la trovi, non è che il piazzale non serve: è che lo pagherai a parte.
È una delle voci che spariscono più spesso, e la ragione è che sembra un accessorio — l’ultima cosa, quella che si fa alla fine se avanza. In realtà il piazzale è la prima cosa che si costruisce, prima ancora delle fondazioni.
Faccio computi metrici da più di trent’anni. Questa è una di quelle cose che a noi sembrano ovvie e che nessuno spiega a chi compra.
Perché il piazzale si fa prima del capannone, non dopo
Un cantiere di capannone industriale è un via vai di mezzi pesanti: betoniere, autogru, camion con i pannelli prefabbricati. Quei mezzi devono arrivare fin sotto il punto in cui scaricano, e devono farlo anche a novembre.
Su un terreno naturale, dopo due giorni di pioggia, un camion carico non passa. Si impantana, e se si impantana si ferma il cantiere — non l’ora del traino: i giorni che servono a rimettere in fila le consegne.
Quindi si comincia togliendo lo strato di terreno vegetale e mettendo al suo posto materiale inerte — ghiaia o materiale riciclato da demolizioni — che regge il peso e non diventa fango. Quello è già il piazzale: nasce come strada di cantiere e resta come piazzale dell’azienda.
Il vantaggio del piazzale fatto subito, che si vede alla fine
C’è un secondo motivo, e vale soldi.
Per mesi, tutti i mezzi del cantiere passano su quel materiale. Ogni passaggio lo compatta. Quando alla fine ci si mette sopra l’asfalto o il calcestruzzo, il sottofondo è stato costipato da un anno di camion — che è esattamente quello che serve perché non ceda dopo.
Un piazzale fatto in fretta alla fine dei lavori, su terreno mai caricato, è il candidato numero uno agli avvallamenti nei punti dove passano le ruote.
Ghiaia nuova o materiale riciclato?
Il materiale riciclato — cemento e laterizi da demolizioni, frantumati e selezionati — costa meno della ghiaia di cava e, per fare un sottofondo, funziona bene. È anche il modo di non consumare cava per una cosa che sta sotto e non si vede.
Due avvertenze, però, perché «riciclato» da solo non basta.
- Deve avere le carte. Il materiale da demolizione riciclato ha una sua certificazione. Senza quella, non sai cosa stai stendendo sul tuo terreno — e il problema, un domani, è di chi possiede il terreno.
- Non va bene per tutto. Sotto un pavimento industriale con carichi alti, o in una zona con falda alta, le scelte si fanno con chi calcola le strutture, non per risparmiare sul sottofondo.
Cosa deve esserci scritto nel preventivo del piazzale
«Piazzale» da solo non è una voce: è un titolo. In un computo fatto bene sotto quel titolo trovi almeno lo scavo e l’asporto del terreno vegetale, lo smaltimento di quel materiale, il tipo e lo spessore dell’inerte, la compattazione, e la finitura finale — se prevista, perché a volte il piazzale in ghiaia resta così per anni ed è una scelta legittima.
Attenzione soprattutto allo smaltimento del terreno: portare via terra costa, e se dalle analisi risulta contaminata costa molto di più. È una delle voci che cambiano di più fra un preventivo completo e uno fatto per essere il più basso.
La checklist delle voci che spariscono
Due facciate con le ventuno voci che mancano più spesso nei preventivi — piazzali e smaltimenti compresi — ordinate come si costruisce, più gli undici documenti da avere prima di chiedere i prezzi.
Dimmi dove mandartela e te la mando subito.
In due righe: il piazzale è la prima opera del cantiere
Il piazzale non è la finitura esterna: è la prima opera del cantiere, e serve perché i camion arrivino anche col fango. Farlo subito significa anche che un anno di mezzi lo compatta prima della pavimentazione definitiva — e se nel preventivo quella voce non c’è, con lo scavo e lo smaltimento del terreno dentro, quel preventivo è più basso solo sulla carta.
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Raccontami cosa devi costruire
Mandami due righe, o il disegno se ce l’hai. Ti dico cosa ne penso — e se non siamo l’impresa giusta per te, te lo dico.